Programma: per un Sannio dal futuro possibile

“In Regione le ragioni del Sannio”

Premessa

Per formulare una proposta di impegno politico per la Provincia di Benevento, bisogna partire da dati oggettivi. Avere una immagine reale del nostro tessuto produttivo, economico, sociale e culturale rende di gran lunga vantaggioso operare con interventi mirati e duraturi in all’interno di un territorio vasto ed eterogeneo.

Dagli ultimi dati disponibili la ricchezza prodotta dalla provincia di Benevento è di 4,4 miliardi di euro. Potrebbe sembrare una cifra considerevole, invece rappresenta un valore in controtendenza rispetto al dato regionale che è fortemente in crescita.

Il Prodotto Interno Lordo Beneventano, rappresenta il 4,3% di quello Regionale con un PIL nominale pro-capite provinciale di 16.000,00 €, al di sotto della media nazionale e regionale.

Si tratta di dati che denotano una economia molto fragile e mal distribuita.

 

La stessa popolazione provinciale alla fine del 2018 era di 277.018 abitanti, in calo di 2000 unità rispetto all’anno precedente. Tanto è dovuto, sia al saldo naturale della popolazione che al saldo migratorio, entrambi negativi.

L’ occupazione in provincia di Benevento nel 2018, di 79 mila occupanti, rappresenta un tasso pari al 41.6% della popolazione, molto al di sotto del tasso di occupazione nazionale pari al 58.5% della popolazione.

In provincia, il settore agricolo, esprime il 32% delle imprese iscritte alla Camera di Commercio pur rappresentando l’agricoltura solo il 5% del PIL Provinciale.

Un dato da non sottovalutare, nell’apprestarci a diagnosticare una proposta, è il costante aumento della forbice tra i depositi bancari ed i prestiti concessi alle imprese della provincia di Benevento.

Solo il 50% dei depositi vengono reimpiegati nel territorio sannita.

Tornando sull’occupazione non va sottaciuto che la provincia in 10 anni, tra il 2008 ed il 2018, ha perso 14 mila posti di lavoro conferendo il triste primato nell’ambito della Campania.

Il tessuto produttivo è formato per lo più da microimprese (96.52%) fino a 9 dipendenti e solo una piccola parte è composta da piccole, medie e grandi imprese.

Il settore agricolo poi, con 11.500 unità produttive, è quello con il maggior numero di imprese registrate alla Camera di Commercio, segue il commercio con 7.350 imprese e il manifatturiero con circa 6.200 imprese. 

La capacità di innovazione, traino per l’economia ed il reddito di tante province ricche, è rappresentata dai valori indicati da questo prospetto.

Attività produttive

I dati che si leggono, sono abbastanza rappresentativi di una enorme difficoltà ad investire nei settori di ricerca e sviluppo aziendale, utili alla crescita del profitto, alla occupazione ed alla creazione di lavoro. Dato che incide fortemente anche sulla competitività dei settori, essendo esso collegato al continuo inserimento di elementi che possono rappresentare un vantaggio competitivo per i nostri territori.

Tab. 1 – Brevetti registrati nelle Province Campane. Anni 2014-2018

 

2014

2015

2016

2017

2018

Avellino

25

18

24

26

13

Benevento

20

7

15

15

7

Caserta

27

18

22

25

15

Napoli

73

85

107

98

90

Salerno

41

63

78

64

55

Fonte: Confindustria Benevento

In breve l’analisi della struttura produttiva, confrontata sulle capacità di formare valore aggiunto, mostra che l’agricoltura e la manifattura sono le dotazioni territoriali centrali in provincia di Benevento.

Contribuiscono poco ambiti produttivi che hanno fatto la fortuna di territori caratterizzati da bellissimi paesaggi, abbondanza di beni storici e culturali e capacità di comunicazione della propria reputazione territoriale.

Il tentativo è quello di rimettere al centro l’agricoltura di qualità, la capacità di rinnovare processi ed obiettivi.

Posizionare la provincia di Benevento a livelli più alti di interesse.

I segmenti di analisi che devono portare ad una ridefinizione delle dinamiche interne ed esterne al nostro Sannio, sono molteplici ed al contempo, costituiscono sinergicamente un sistema territoriale che va ridisegnato assecondando le naturali vocazioni dei nostri borghi, delle nostre ruralità, dei nostri paesaggi.

Il settore della imprenditoria femminile è certamente una delle scommesse vincenti anche per il nostro territorio.  Da capacità di adattare le proprie attività alle dinamiche del momento, hanno costituito un valore aggiunto per lo sviluppo di economie locali basate sull’eccellenza e sulla tradizione. Un settore in crescita, in totale controtendenza con i dati analizzati prima, in grado di fornire risposte importanti alla crisi che imperversa. Agriturismi, prodotti eccellenti sapientemente valorizzati dalle nostre agricoltrici sannite.

L’attenta preservazione dell’ambiente pulito e bello centra l’idea di benessere psico fisico dei cittadini Sanniti, custodi di aree verdi montane e collinari. I vigneti, i boschi e gli uliveti, scenari di lavoro e promozione turistica consapevole e responsabile.

Una rete di imprese e microimprese che anche al di fuori del settore agricolo, devono essere incentivate a fare massa critica, rappresentando un tessuto straordinario di sanniti che investono, trasformano e realizzano importanti opere nazionali anche.

Investire sulla innovazione, nel settore ricerca e sviluppo deve essere necessariamente un obiettivo da incentivare attraverso misure regionali dirette a stimolare la creatività imprenditoriale anche nell’artigianato e nel manifatturiero. 

Nuove leve, collaborazioni con la prestigiosa Università del Sannio, bacino di giovani generatori di idee spesso costretti ad abbandonare il proprio territorio.

Tutto ciò, in favore della competitività positiva e della valorizzazione dei talenti umani sanniti.

Generare profitto attraverso qualità e rispetto delle persone.

Lavorare alla centralizzazione di costi per le imprese che svolgono la medesima attività.  Agli incentivi per le assunzioni anche degli over 50.

L’esperienza affiancata alla creatività giovanile. Una efficace comunicazione che racconta del nostro entroterra ricco di cultura e arte, di saperi.

Sono il futuro del nostro territorio Sannio, da oggi, al centro di ogni politica regionale e nazionale.

Replicare la realtà economica nascente nei nostri piccoli centri, incentivando l’apertura di nuove attività produttive, commerciali, di ristorazione attraverso aiuto economico e di consulenza fornita ai giovani.

Una rete di nuove attività che segnano l’avvio della creazione di nuovi posti di lavoro.

Così come appare oggi fondamentale, stimolare ogni segmento del nostro sistema sociale e produttivo, per raggiungere obiettivi di livello superiore in ogni campo. Dal turismo, alla creazione di lavoro; al recupero dei beni culturali, dei nostri siti storici, preziosi centri di storia e cultura. Per giungere al rafforzamento delle reti produttive che si sono create a fatica e nel tempo, all’interno dei nostri borghi rurali; la valorizzazione e rivisitazione delle aree periferiche. Tutto passa per l’esaltazione delle peculiarità delle nostre aree interne, del nostro Sannio.

 

“Riabitare il Sannio”

E’ un progetto originale che ha lo scopo di coinvolgere tutte le persone con mentalità innovatrice, per convergere su una prospettiva condivisa di trasformazione basata sulle competenze del territorio stesso e sugli asset o eccellenze già esistenti.

Dobbiamo impadronirci di una nuova mentalità che pensa alle aree interne come spazi per il futuro nei quali vivere, lavorare, investire, studiare. Vivere il Sannio.

Il progetto sul quale ci impegneremo, sin da ora e da qualche tempo ormai, dovrà mettere a frutto i nostri attuali frammenti identitari e sociali che oggi avvertono il fiato sul collo dei cambiamenti repentini e spesso di difficile assorbimento sul nostro territorio.

“Riabitare il Sannio” è un progetto di promozione del cambiamento che, da una società liquida ed avulsa dai contesti più ampli, dovrà mettere a fattor comune le istanze dei territori sanniti, dei cittadini Sanniti e degli stakeholder che operano per favorire la crescita dei nostri sistemi.

Ovviamente la proposta di un ecosistema locale Sannio non sarà molto dissimile da quello affrontato da coloro che avevano lo stesso problema o territori con caratteristiche simili.

Riabitare il Sannio avrà bisogno di una specifica norma regionale (già ventilata a livello locale (On.le Costanzo), che mette al centro i borghi rurali, fornendo incentivi alle persone ed alle famiglie che desiderano spostare il proprio domicilio dalle affollate ed inquinate aree metropolitane nei borghi del Sannio.

Anzi, esempi come quelli di Teora, in provincia di Avellino, e Guardia Sanframondi, in provincia di Benevento, che accolgono rispettivamente famiglie inglesi e americane e da ogni parte del mondo, danno l’esempio di un nuovo tipo di accoglienza in grado di rigenerare il tessuto sociale ed economico locale. Bisogna diffondere questi esempi di “attrazione residenziale”, rivolta prevalentemente verso stranieri, ma anche verso cittadini delle grandi aree metropolitane, agevolando le tante iniziative capaci di rendere idonei ancor più i nostri territori, quali borghi “antichi e moderni”, che accolgono lavoratori, famiglie, giovani ed anziani da ogni parte del mondo.

L’attivazione della larga banda in tanti Comuni del Sannio, ma non ancora in tutti, rende possibile lo smart working che, come ha dimostrato la pandemia Covid-19, rappresenta la modalità di svolgimento dell’attività lavorativa del domani, in termini di risparmio e gestione della socialità e della famiglia. Migliorare la propria qualità della vita risparmiando in termini di spesa per il sostentamento e per l’implementazione delle proprie attività. Uniformare forme di “agevolazione” alla imprenditoria locale e non, in grado di generare risparmio e favorire investimenti diffusi e duraturi, in linea con l’abbattimento della migrazione verso altri centri di interesse, da parte di molti giovani Sanniti. Creare quindi una costante connessione fra Territori e Regione per cogliere con rapidità ed incisività ogni istanza sannita.

I Comuni disponibili potrebbero adottare linee guida comuni, contratti quadro per presentare un’offerta unitaria.

Per intanto sto predisponendo già una lista di settori, di aziende, di centri di ricerca interessati e un data base di datori di lavoro e lavoratori disposti ad appoggiare l’iniziativa.

I questionari già somministrati per affrontare un primo sondaggio, per verificare chi e quanti vorrebbero vivere altrove perché insoddisfatti della loro situazione, indica nel 20% tra impiegati e professionisti disposti a cogliere una simile proposta.

Tutto ciò rappresenta uno dei “tasselli” dell’intero progetto di “rigenerazione territoriale” che intendo candidare alla regione Campania. Un progetto basato sul perfetto funzionamento di ogni componente, non ultima quella “sanitaria”.

Tab. 1 – Brevetti registrati nelle Province Campane. Anni 2014-2018

 

2014

2015

2016

2017

2018

Avellino

25

18

24

26

13

Benevento

20

7

15

15

7

Caserta

27

18

22

25

15

Napoli

73

85

107

98

90

Salerno

41

63

78

64

55

Fonte: Confindustria Benevento

In breve l’analisi della struttura produttiva, confrontata sulle capacità di formare valore aggiunto, mostra che l’agricoltura e la manifattura sono le dotazioni territoriali centrali in provincia di Benevento.

Contribuiscono poco ambiti produttivi che hanno fatto la fortuna di territori caratterizzati da bellissimi paesaggi, abbondanza di beni storici e culturali e capacità di comunicazione della propria reputazione territoriale.

Il tentativo è quello di rimettere al centro l’agricoltura di qualità, la capacità di rinnovare processi ed obiettivi.

Posizionare la provincia di Benevento a livelli più alti di interesse.

I segmenti di analisi che devono portare ad una ridefinizione delle dinamiche interne ed esterne al nostro Sannio, sono molteplici ed al contempo, costituiscono sinergicamente un sistema territoriale che va ridisegnato assecondando le naturali vocazioni dei nostri borghi, delle nostre ruralità, dei nostri paesaggi.

Il settore della imprenditoria femminile è certamente una delle scommesse vincenti anche per il nostro territorio.  Da capacità di adattare le proprie attività alle dinamiche del momento, hanno costituito un valore aggiunto per lo sviluppo di economie locali basate sull’eccellenza e sulla tradizione. Un settore in crescita, in totale controtendenza con i dati analizzati prima, in grado di fornire risposte importanti alla crisi che imperversa. Agriturismi, prodotti eccellenti sapientemente valorizzati dalle nostre agricoltrici sannite.

L’attenta preservazione dell’ambiente pulito e bello centra l’idea di benessere psico fisico dei cittadini Sanniti, custodi di aree verdi montane e collinari. I vigneti, i boschi e gli uliveti, scenari di lavoro e promozione turistica consapevole e responsabile.

Una rete di imprese e microimprese che anche al di fuori del settore agricolo, devono essere incentivate a fare massa critica, rappresentando un tessuto straordinario di sanniti che investono, trasformano e realizzano importanti opere nazionali anche.

Investire sulla innovazione, nel settore ricerca e sviluppo deve essere necessariamente un obiettivo da incentivare attraverso misure regionali dirette a stimolare la creatività imprenditoriale anche nell’artigianato e nel manifatturiero. 

Nuove leve, collaborazioni con la prestigiosa Università del Sannio, bacino di giovani generatori di idee spesso costretti ad abbandonare il proprio territorio.

Tutto ciò, in favore della competitività positiva e della valorizzazione dei talenti umani sanniti.

Generare profitto attraverso qualità e rispetto delle persone.

Lavorare alla centralizzazione di costi per le imprese che svolgono la medesima attività.  Agli incentivi per le assunzioni anche degli over 50.

L’esperienza affiancata alla creatività giovanile. Una efficace comunicazione che racconta del nostro entroterra ricco di cultura e arte, di saperi.

Sono il futuro del nostro territorio Sannio, da oggi, al centro di ogni politica regionale e nazionale.

Replicare la realtà economica nascente nei nostri piccoli centri, incentivando l’apertura di nuove attività produttive, commerciali, di ristorazione attraverso aiuto economico e di consulenza fornita ai giovani.

Una rete di nuove attività che segnano l’avvio della creazione di nuovi posti di lavoro.

Così come appare oggi fondamentale, stimolare ogni segmento del nostro sistema sociale e produttivo, per raggiungere obiettivi di livello superiore in ogni campo. Dal turismo, alla creazione di lavoro; al recupero dei beni culturali, dei nostri siti storici, preziosi centri di storia e cultura. Per giungere al rafforzamento delle reti produttive che si sono create a fatica e nel tempo, all’interno dei nostri borghi rurali; la valorizzazione e rivisitazione delle aree periferiche. Tutto passa per l’esaltazione delle peculiarità delle nostre aree interne, del nostro Sannio.

Sanità

Il polo ospedaliero di Santa Maria delle Grazie in Cerreto Sannita è stato un vero presidio per la prevenzione e la cura della popolazione telesina e titernina

Una capotica decisione privò i cittadini della valle telesina e dei paesi limitrofi dell’assistenza sanitaria, dei servizi medici e di quanto spetta di diritto

Bisogna ripristinare le parità di trattamento per 21.000 persone, soprattutto oggi, in quanto esposte a qualsiasi emergenza sanitaria.

Nel Sannio esiste disparità di trattamento tra i cittadini delle varie aree territoriali, le quali non sono in grado di fronteggiare allo stesso modo le urgenze e le emergenze. Una prima risposta unitaria è possibile facendo massa critica tra i vari presidi ospedalieri oggi esistenti e ove chiusi, riaprirli.

La visione unitaria impone, quanto prima, la riaggregazione delle strutture ospedaliere pubbliche di Benevento, Sant’Agata de’ Goti, Cerreto Sannita e San Bartolomeo in Galdo con un’unica struttura di governo. Andranno create interconnessioni funzionali, ove esistenti, o creandole ex novo collegandole armonicamente alla medicina sul territorio.

A quest’ultima, servendola con opportune dotazioni, oltre alla funzione di filtro e cerniera verso i presidi ospedalieri va conferita meglio la funzione di medicina preventiva.

Tutto ciò, si traduce in “medicina di prossimità” collegata alle istanze del cittadino, espressione di una crescente domanda di assistenza e sostegno anche per le esigenze meno gravi.

Aumentare il personale medico ed il personale dedicato all’assistenza sanitaria, rendendo capillare e funzionale, quel processo che spesso viene rallentato a causa delle carenze di risorse umane nei diversi presidi territoriali.

Ciò vale anche per le infrastrutture. Intervenire per modernizzare e adeguare le strutture esistenti e renderle vere “eccellenze” della sanità sannita. Rendere nelle disponibilità del personale sanitario macchinari all’avanguardia, competitivi con i poli ospedalieri di tutta Italia.

Bisogna parlare di “assistenza sanitaria” non solo di “sanità”. Il cittadino al centro di ogni scelta, per individuare e definire i bisogni e le priorità evitando “sprechi” e chiusure.

Bisogna moltiplicare le “campagne di prevenzione”, ed aumentare i presidi di assistenza sanitaria e psicologica alle vittime di violenza.

In egual modo, bisogna rimanere all’avanguardia nell’assistenza alle persone “fragili”, puntando su una diversificazione delle attività che vadano oltre la semplice assistenza sanitaria, ma che includano la possibilità di svolgere, in maniera assistita, attività ricreative e lavorative di vario genere.

L’Istruzione come binomio Scuola - Impresa

La preparazione culturale dei giovani è realizzata, principalmente, attraverso lo strumento dell’istruzione statale. Tale preparazione può essere, tuttavia, perfezionata attraverso corsi di formazione aventi lo scopo di “professionalizzare” i giovani e dar loro modo di acquisire “competenze ed abilità professionali” attraverso momenti di “contatto diretto con le aziende (stage/tirocini) realizzati all’interno dei corsi formativi stessi.  “Passare da una formazione per lo sviluppo a una formazione allo sviluppo.

La proposta che si vuol mettere in campo, quindi, è quella di una scuola trasversale con l’obiettivo di rappresentare, per il Sud Italia e in particolare modo per il Sannio, un laboratorio avanzato di ricerca, consulenza e formazione; un “hackerspace” in cui persone con interessi comuni (innovazione sociale, digitale, tecnologica, etc) possono incontrarsi, socializzare e/o collaborare.  

– Direttrici principali

Marketing, Comunicazione, Design, Rigenerazione urbana e sociale, Progettazione, Costruzione di Impresa, Artigianato digitale, Trasferimento di buone pratiche, etc; 

–  I Fruitori –

Studenti delle scuole secondarie di II grado, i Laureandi nonché i Neo Laureati;

I Partners –

Università, Aziende, Professionisti esperti in materia (Marketing, Design, Finanza, Commerciale, Economi), etc.

Modalità di svolgimento –

  • Stage/Tirocini “curriculari”, quelli inclusi in un processo di apprendimento formale svolto all’interno di piani di studio degli Istituti Scolastici;
  • Stage/Tirocini “non curriculari”, quelli finalizzati ad agevolare le scelte professionali dei giovani nella fase di transizione dalla scuola al lavoro mediante una formazione in un ambiente produttivo ed una conoscenza diretta del mondo del lavoro.

Gli Stage/ Tirocini “curriculari” saranno rivolti agli studenti degli ultimi tre anni delle scuole secondarie di II grado, per un totale di circa 400 ore negli Istituti Tecnici e Professionali e circa 200 ore nei Licei Scientifici, Linguistici, Classici, etc. E saranno cosi organizzati:

  • DURATA: 3 anni e saranno composti da corsi articolati in 6 semestri (2 semestri ad anno). Lo stage/tirocinio curriculare deve concludersi e/o interrompersi entro la data di conseguimento del titolo di studio/diploma
  • ORGANIZZAZIONE DIDATTICA: I corsi saranno strutturati per competenze anziché per materie (learning by doing, project work, problem solving, design thinking, etc)
  • DOCENTI: Per almeno il 50% saranno professionisti di settore messi a disposizione dalle aziende che aderiranno al sistema “Scuola-Impresa”;
  • STAGE/TIROCINI: Il 30% della durata dei corsi sarà svolto in azienda, attraverso la realizzazione di progetti e attività a misura di studente.

Sarà possibile, su decisione del Dirigente Scolastico, svolgere lo stage/tirocinio all’estero.

Durante lo stage/tirocinio il giovane rimane giuridicamente uno studente, in quanto il suo inserimento nelle attività lavorative non costituisce rapporto di lavoro ed è gratuito.

Il rapporto sarà regolato da una convenzione tra l’ente promotore (scuole superiori pubbliche e private) e il soggetto ospitante (azienda, studio professionale, cooperativa, enti pubblici etc.), corredata da un progetto formativo redatto dal soggetto ospitante in accordo con le esigenze del tirocinante

Dal punto di vista dell’azienda, il tirocinio costituisce una vantaggiosa opportunità di scambio con giovani portatori di conoscenze scientifiche aggiornate e costituisce altresì un’opportunità di formare “giovani talenti” da inserire eventualmente in forma stabile nel proprio organico. 

******

Gli Stage/ Tirocini “non curriculari” saranno rivolti agli studenti con età compresa tra i 18 e 29 anni ed attivati entro e non oltre i 12 mesi successivi al conseguimento del titolo. La durata sarà di 6 mesi per un numero di almeno 100 ore mensili da prestarsi con le modalità stabilite nel progetto formativo. In sintesi saranno cosi organizzati:

  • DURATA: 6 mesi con attivazione entro e non oltre i 12 mesi successivi al conseguimento del titolo si studio;
  • ORGANIZZAZIONE: Le modalità di svolgimento del tirocinio saranno definiti nel progetto formativo, documento che sarà sottoscritto dai tre soggetti coinvolti: tirocinante, soggetto ospitante e soggetto promotore. Nel progetto formativo saranno definiti, inoltre, le attività da affidare al tirocinante durante il tirocinio nonché le competenze da acquisire con riferimento alla figura professionale di riferimento;
  • DOCENTI: personale a tempo indeterminato presso il soggetto ospitante (Azienda, Ente pubblico o privato, Studio Professionale) nominato fra i soggetti dotati di professionalità, capacità ed esperienza adeguate alle funzioni da svolgere, oppure persona dotata di idonea professionalità, operante stabilmente all’interno della struttura

Lo stage/tirocinio non curricolare sarà soggetto all’erogazione obbligatoria di un contributo da parte del soggetto ospitante che varia a seconda della sede di svolgimento del tirocinio.

Sarà possibile svolgere lo stage/tirocinio all’estero.

Anche per i stage/tirocini non curriculari il rapporto sarà regolato da una convenzione tra l’ente promotore (Università) e il soggetto ospitante (azienda, studio professionale, cooperativa, enti pubblici etc.), corredata da un progetto formativo redatto dal soggetto ospitante in accordo con le esigenze e/o aspirazioni del tirocinante.

Una riflessione importante va operata sul rientro a scuola nel periodo “Covid19- post -Covid19”.

È necessario dar forza al patto di corresponsabilità educativa scuola-famiglia.

L’emergenza COVID ha costretto la scuola a sospendere le attività scolastiche in sede, ripiegando per una didattica a distanza, in stato di emergenza, la sola via praticabile ma non certo la migliore. Questo perché, nelle nostre aree interne e più in generale campane, esiste ancora un divario “digitale” legato alla mancanza di dispositivi informatici, alla limitata diffusione delle reti internet, alla impossibilità talvolta di seguire virtualmente le lezioni perché per molti è complicato accedere alle piattaforme di studio, soprattutto per i più piccoli. Da qui, la necessità di fare uno sforzo sociale ed economico per favorire la creazione di infrastrutture digitali diffuse in grado di rendere disponibile a tutti, la possibilità di studiare anche da casa.

Al contrario, la didattica in sede richiede una rimodulazione del numero degli studenti in relazione alla grandezza delle aule, spesso inadeguate.

Il tutto va coniugato tenendo conto delle esigenze dei bambini in difficoltà, i bambini diversamente speciali e fragili.

La creazione di strutture adeguate per un maggior sostegno educativo e fisico deve essere un obbligo se vogliamo che la scuola sia un diritto di tutti. Favorire l’integrazione e la collaborazione fra studenti, attivare la capacità di condivisione di spazi spesso inadeguati perché non accessibili fisicamente. Tutto ciò deve rappresentare la mia battaglia di civiltà e crescita.

Così come l’ammodernamento delle aule. La dotazione di materiali didattici e la previsione di ulteriori sostegni economici alle famiglie numerose.

Un “rientro” a scuola differente. L’alunno al centro della formazione e della RI-progettazione del mondo scuola.

Tutto ciò, a vantaggio degli insegnanti, da sempre impegnati fra mille difficoltà, non ultima la pandemia, a garantire una corretta e adeguata istruzione degli studenti.

Infrastrutture

In molti, quando si parla di “infrastrutture”, fanno riferimento alle infrastrutture viarie ed a quelle ferroviarie per le quali, la provincia di Benevento, finalmente recupererà, con il raddoppio della Telese – Caianello, il completamento della Fortorina, la superstrada Benevento – Caserta e la restante viabilità tra le valli, un gap imperdonabile ed ormai insostenibile per le nostre aree interne.

Altrettando dicasi per l’alta capacità ferroviaria, ormai appaltata nei tratti beneventani ed il collegamento Benevento – Napoli che ha bisogno di essere totalmente rivisto.

Per me, una infrastruttura non rinviabile, è rappresentata da una infrastruttura “immateriale” , la “larga banda” a 100 mega byte, unica per svolgere da ogni distanza, qualsiasi tipo di attività imprenditoriale, lavorativa, ricreativa.

Sarà il digital divide l’oggetto principale della mia attività politica ed amministrativa, in quanto unico strumento che consente di creare nuovi posti di lavoro in loco, risparmiando sui costi di gestione e spostamento per la propria occupazione, consentendo una immigrazione di ritorno per tutti coloro i quali si sono allontanati e per quanti sceglieranno il Sannio come posto in cui vivere, abbandonando la vita caotica e costosa della città.

Piuttosto, sarà l’istruzione di qualità che dovremmo garantire, puntando su una formazione adeguata e competitiva che punti sulle nuove competenze richieste e sulle tecnologie.

Ciò consente di ottimizzare, all’interno delle aziende esistenti, quei processi spesso dispersivi, lenti e costosi che rallentano l’attività d’impresa e costituiscono un mancato profitto. L’infrastruttura immateriale della quale parlo, costituisce un mezzo per ridurre la burocrazia e migliorare le condizioni di vita di ognuno. Dall’alunno che frequenta la scuola ai lavoratori, alle imprese, alle istituzioni. Consente una maggiore offerta di servizi e può trasformarsi in un mezzo idoneo per il commercio e per la promozione territoriale. La nostra regione, il mio obiettivo è quello di investire in questa idea e trasformarla in realtà diffusa. I nostri borghi saranno rivitalizzati ed attrattivi, moderni ed accoglienti e sostenibili.

Attrazione di Talenti

Altre parti del mondo ed altre città italiane, hanno attratto “talenti”, scienziati, persone alla continua ricerca di luoghi dove poter esprimere le proprie capacità, il proprio “talento”. Questi luoghi, caratterizzati dalla bellezza del territorio, dalla disponibilità ed ospitalità degli abitanti e dalla buona qualità delle Università e delle scuole sono diventati delle realtà prospere, fertili per la nascita di nuove realtà economiche e nuovi modelli sociali basati sulla sostenibilità, sulla qualità della vita, moderne e vivibili.

E’ successo in Francia, negli Stati Uniti; ma vi sono anche tanti esempi italiani: Trieste, ove da tutto il mondo si è fatto a gara per insediare centri di eccellenza, di ricerca e sviluppo in grado di segnare un reale dibattito sul futuro delle aree interessate.

Ponendo alla guida di queste dinamiche, l’Università sannita e le capacità di tante donne e tanti uomini impegnati nello sviluppo del nostro territorio.

Una rete eccellente e “diffusa” fatta di “luoghi”. La ricerca di immobili dislocati nella nostra provincia per creare una “Università diffusa

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